Mangiamo il sushi da veri Giapponesi!

Vi piace l’idea di sentirvi perfettamente a vostro agio anche nel più raffinato Sushi Bar, e di non commettere gaffe accostandovi a questo piatto così carico di tradizione e cultura, oltre a godervene il sapore unico e particolare? Con la nostra guida al sushi non avrete più dubbi, esitazioni, o passi falsi!

1. Entrando, basta sorridere
Entrando, con ogni probabilità, lo staff – o addirittura lo chef – potrebbero dirvi “Irasshai Mase”. Non preoccupatevi: per mangiare il sushi non è richiesto parlare, e nemmeno capire, il giapponese. Si tratta semplicemente di una tradizione giapponese: vi stanno semplicemente dicendo “Benvenuti nel vostro locale.” Un semplice sorriso cordiale è ritenuto una risposta più che accettabile.

2. “Itadakimasu”
Per il nostro Galateo – abitudini a parte – non è buona educazione esordire con un “buon appetito!” a inizio pasto: anzi, è ritenuto piuttosto volgare. Tutto il contrario in Giappone, dove dire “Itadakimasu” prima di cominciare il pasto è normalissimo e raccomandato. La frase si traduce, liberamente, come “Per quel che sto per ricevere” ; ma è una gratitudine indirizzata a chi ha reso possibile il pasto, dai contadini, ai pescatori, allo chef stesso, e non ha aspetti religiosi.

3. Nigiri al Bar, rotolini al tavolo
Il sushi bar, dove si è a contatto strettissimo con la cucina, è più adatto a chi ha intenzione di mangiare nigiri, o sashimi: questo tipo di sushi, infatti, si gusta al meglio se viene mangiato appena preparato, e quindi gode maggiormente di un servizio assolutamente immediato. Lo stesso chef – una figura di grande rispetto nei locali di sushi – apprezzerà questa vostra attenzione.

4. Iniziate con gli antipasti, se bevete
Il sapore del sake viene alterato se si consuma amido, come quello contenuto nel riso. Per questo, se bevete alcolici durante il pasto, iniziate con degli antipati, e tenete per dopo i nigiri e i maki, così da non sciupare il sapore del sake.

5. Il wasabi va sul pesce
Non mettete – mai, per nessuna ragione – il wasabi nella salsa di soia, per poi farne una sorta di zuppetta. Il wasabi si mette, in piccole quantità (attenzione!) sul pesce, che poi si intinge nella salsa di soia. In questo modo, si possono gustare i sapori separatamente, per poi sentirli armonizzare in bocca; inoltre, questo rende possibile calibrare la quantità di wasabi per i bocconi successivi. Tutto questo naturalmente vale soltanto se mangiate sashimi: nei nigiri è già inclusa la giusta quantità di wasabi e non ne va aggiunto altro.

6. L’ordine migliore? “Omakase”
“Omakase” significa letteralmente “Mi rimetto a lei”. In breve, vuol dire che vi affidate allo chef per scegliere cosa servirvi, riconoscendo la sua maggiore competenza; è lecito menzionare particolari preferenze, cibi che non gradiamo, e anche il genere di spesa che vogliamo sostenere.

7. Usate le bacchette. O le dita!
Il Nigiri è noto anche come sushi di Edo (l’antico nome di Tokyo). In origine era un vero e proprio fast food, cibo di strada servito e costruito appositamente per essere mangiato con le mani. Per questo, mangiare i Nigiri con le dita non è soltanto consentito: è la normalità. Ciò detto, è perfettamente accettabile anche usare le bacchette.

8. La zuppa si ordina alla fine
La zuppa – solitamente un brodo limpido, e non una zuppa di miso – viene ordinata alla fine del pasto di sushi dai giapponesi, come chiusura. Oggi, molti chef riconoscono le differenze fra la cultura occidentale e quella orientale, e quindi accetteranno di buon grado anche che ordiniate una zuppa per aprire il pasto; ma se volete mangiare il sushi da veri giapponesi, attendete la fine del pasto.

9. Salsa di soia: sul pesce!
Quando mangiamo nigiri, a dover essere intinto nella salsa di soia – leggermente! – è il pesce. Intingere il riso ne danneggerà la consistenza, e vi farà ritrovare ben presto con un boccone che si sfalda da tutte le parti, sbriciolandosi.

10. Bisogna offrire da bere allo chef?
Domanda difficile. Esiste la leggenda che sia quasi obbligatorio ordinare dell’alcool per lo chef di un sushi bar, ma non è assolutamente vero: non tutti se lo aspettano, o lo gradiscono. In Giappone, un cliente non ordina mai alcool per uno chef del quale non conosca bene i gusti.