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STORIA DI UNA CORSA
La prestigiosa competizione automobilistica di velocità in salita
organizzata dall’Associazione sportiva Tre Cime Promotor quest’anno,
dal 6 all’ 8 agosto prossimi, celebrerà la sua trentaseiesima
edizione. In oltre cinquant’anni di “storia” (la prima edizione
della corsa bellunese venne disputata nel lontano 1954, come gara
sociale dell’Automobile club Belluno che all’epoca poteva ancora
contare su quel grandissimo numero di attrazione che era ed in parte
è rimasta la Coppa d’Oro delle Dolomiti,
poi Alpe del Nevegal, ha percorso ed accompagnato da primattrice
l’evolversi delle corse automobilistiche su strada, ma anche il
mutare della vita sociale di un angolo di terra, il Bellunese, che
con orgoglio e fierezza tutta montanara ha saputo bruciare le tappe
dello sviluppo economico trasformandosi da terra di pesante,
massiccia e dura emigrazione a città e provincia ormai stabilmente
fra le più vivibili d’Italia.
A grandi linee le trentasei edizioni dell’Alpe del Nevegal
organizzate e corse dal 1954 ad oggi possono essere raggruppate in
cinque periodi significativi. Il primo, quello che possiamo definire
pionieristico, va dall’edizione inaugurale - quella ormai nota del
1954, che si disputò su un percorso in larga parte sterrato di circa
6 chilometri – all’edizione del 1960, la quarta della serie, che
vide il successo di Armando Zampiero su Ferrari 3000. In questo
periodo l’Alpe del Nevegal visse vicende alterne, ma di edizione in
edizione andava acquisendo crescente popolarità anche per la
partecipazione vincente di autentici campioni come l’altoatesino
Ernesto Prinoth e il veronese di origine lombarda “Noris”. Proprio “Noris”,
pseudonimo dietro il quale si celava Giacomo Moioli, imponendosi
nella quinta edizione del 1962 con il tempo record di 4’14”3,
inaugurò il periodo della grande crescita della corsa bellunese.
Periodo che si protrasse per tutti gli anni ’60 e si esaurì
bruscamente ed in maniera tragica, con la morte in gara del giovane
ferrarese William Saladini, avvenuta nel corso dell’edizione numero
quindici, nell’estate 1973. Fra il 1962 e il 1973, comunque, l’Alpe
del Nevegal visse i propri “anni ruggenti”, caratterizzati da una
enorme partecipazione popolare (favorita in parte dalle verifiche
con formula “a contatto delle gente”, in quella Piazza dei Martiri
che è il salotto buono e principale della città di Belluno); dalla
crescente partecipazione di piloti e vetture di rango (l’elvetico
Peter Schetty, in seguito direttore sportivo della Scuderia Ferrari;
le vetture Formula come la Lotus Junior 22 del mantovano Luigi
Malanca; Herbert Demetz, Franco Pilone, “Gianfranco” Trombetti);
dall’acquisizione della validità per il campionato italiano velocità
conduttori (nell’edizione 1967, su percorso di 11,5 chilometri con
arrivo in Faverghera, vittoria bis del nobile varesotto Edoardo
Lualdi Gabardi).
Dopo un lungo letargo di sedici anni seguito alla tragica edizione
del 1973, l’Alpe del Nevegal riprese a rombare nel 1989 sotto la
spinta e l’entusiasmo di un gruppo di “vecchi” appassionati che
ebbero in Mario Facca (autentico “mito” dell’automobilismo
bellunese) un vivace trascinatore. Il periodo della “rinascita”
proseguì spedito fino al 1993, edizione del ventennale. I
protagonisti erano diventati Baribbi, Irlando, Caliceti, un giovane
Bicciato, ma ciononostante la corsa faticò ad acquisire stabilmente
una validità importante oltre a quella per il Triveneto e la Coppa
Csai della montagna. Il biennio 1995-1996 segnò un altro momento
delicato della competizione, tanto che la bella salita bellunese
rischiò di finire un’altra volta nell’oblio. L’empasse venne
brillantemente superato grazie all’intervento e all’impegno
dell’Associazione sportiva Tre Cime Promotor di Giobbe Mastellotto
che, coagulando attorno a sé un affiatato gruppo di appassionati
sportivi, seppe ridare splendore all’Alpe del Nevegal portandola ad
entrare stabilmente nel calendario del Trofeo italiano velocità
montagna, ottenendo per due volte la nomination a “riserva” di
campionato italiano della specialità, dando spazio anche a vetture
di scaduta omologazione e autostoriche (di cui per un paio d’anni è
stata gara valida per il tricolore), raggiungendo per tre anni di
fila anche la titolazione continentale con l’inserimento nel
calendario del Trofeo Fia Central Europe Zone. Nell’edizione del
2008, la trentaquattresima della serie, si è registrato il ritorno
in Nevegàl delle vetture monoposto Formula con il successo andato al
toscano David Baldi, su Lola. Negli ultimi tredici anni, solamente
in una occasione, l’Alpe del Nevegal non ha superato il tetto
fatidico dei 200 piloti iscritti. Una costanza di risultati
eccellenti che confermano quanto sia apprezzato dai piloti
l’appuntamento che ogni estate viene proposto sul Col Nevegal dalla
Tre Cime Promotor. Lo scorso anno c’è stato il successo con record
di un grande interprete del motorismo italiano: Denny Zardo. Il
trevigiano, dopo essere stato per anni grande protagonista in
Nevegal con le autostoriche, si è imposto nel 2009 a tempo di record
al volante della sua Reynard Formula Nippon. La trentacinquesima
Alpe del Nevegal verrà ricordata proprio per i tanti record
cronometrici stabiliti dai protagonisti delle varie classi. I lavori
di miglioria eseguiti sul manto stradale ad inizio estate grazie
all’intervento della Provincia di Belluno e di Veneto Strade
dovrebbero essere il miglior viatico per permettere ai protagonisti
della trentaseiesima Alpe del Nevegal di fare ancora meglio.
Roberto Bona

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